In Cava Fabretti, a Tor Carbone, nell’outback dell’Appia Antica, in un walkabout-conversazione peripatetica condotto da Carlo Infante, con Giorgio Fabretti, studioso di Filosofia e Antropologia, nonché discendente di Monsignor Raffaele Fabretti, il “Principe delle romane antichità”, ispiratore dell’Accademia dell’Arcadia a metà del Seicento e consigliere culturale di tre Papi. Quel capo di gabinetto del Cardinal Carpegna Vicario di Roma, Canonico di San Pietro e consigliere personale di tre pontefici, di fatto svolse l’attività di Sovrintendente dell’Appia Antica salvando dalle fornaci disseminate lungo l’Appia molte epigrafi antiche.
Sarà l’occasione anche per confrontarci in un pensatoio radionomade sull’Antropocene per riequilibrare il rapporto perduto tra Natura e Cultura.
Si esplorerà la Cava Fabretti – da cui per decenni s’è estratto pozzolana e selci (i sampietrini, non propriamente basalto, ma leucitite), frutto della colata piroclastica prodotta 280.000 anni fa dall’eruzione del Vulcano Laziale dei Colli Albani – che oggi si rivela non solo enclave selvatica ma potenziale e nuova Arcadia.